domenica 9 dicembre 2007

Cena fuori

Per la serie il sabato sera restatevene a casuccia:

Cena fuori!

Ieri a cena con gli amici, decidiamo per una location che ritenevamo fosse low cost...e ovviamente si è rivelata extralusso.

Menu' della serata:

Antipasti misto fritto
Pizza
Birra
Vino
Limoncello

Totale spesa 35 euro

No dico 35 euro????????????????? in totale abbiamo speso 1.000.000 del vecchio conio!!!!!

Da oggi a casa a risparmiare.

A tale proposito vi segnalo un post molto bello, l'analisi economica della cena fra amici e la perdita secca di utilità per l'invitato:

Vi è mai capitato di andare a cena con un gruppo di persone e di dividere il conto in parti uguali? Tra i miei amici è una cosa molto comune. In quel caso, siete mai stati tentati di ordinare di più? Dopo tutto, per ogni dollaro in più che spendete, pagherete solo 1 dollaro per 1/N (dove N è il numero dei partecipanti alla cena).

Sarah Reber, un’economista dalle intuizioni eccellenti, è stata la prima persona a farmi notare che alcuni mangiano a spese degli altri. Era il 1998 e all’epoca non le ho dato retta.

Ma in seguito mi sono imbattuto in un interessante articolo di Uri Gneezy, Ernan Haruvy e Hadas Yafe, in cui gli autori descrivono un test condotto su un gruppo di persone che andavano al ristorante.

All’inizio della cena, ogni partecipante ha ricevuto, in maniera riservata e casuale, una delle seguenti informazioni:

* a) ognuno avrebbe pagato il proprio conto;
* b) avrebbero diviso il conto in parti uguali;
* c) la persona che aveva proposto l’esperimento avrebbe pagato il conto.

Alla fine chi aveva ricevuto la prima informazione ha consumato meno, chi pensava che la cena fosse offerta ha consumato di più, e chi si aspettava di dividere il conto in parti uguali ha consumato una via di mezzo.

Insomma, le persone consumano di più se sanno che gli altri si accollano parte (o la totalità) del loro conto. E se ne infischiano del danno economico che arrecano agli altri. La logica vorrebbe che ognuno pagasse per sé, ma allora perché è così diffuso dividere il conto? Probabilmente per semplicità: è difficile calcolare quanto ha speso una singola persona. Inoltre, suggerire a tavola che ciascuno paghi per sé è un po’ come accusare gli altri di non avere a cuore le vostre finanze.

Ragionare sul lungo periodo
Quando facevo il dottorato andavo spesso a cena fuori con una mia coinquilina buongustaia. Alla fine davamo entrambi la nostra carta di credito al cameriere perché pagavamo a metà. Il più delle volte, però, il conto era un numero difficile da dividere esattamente in due: 46,13 dollari, per esempio. Di solito la spesa veniva divisa in 23 dollari e 23,13.

A me, in quanto uomo, arrivava sempre il conto più alto. È accaduto troppe volte perché potesse essere un caso. Basandomi su questo piccolo esperimento, immagino che tocchi quasi sempre agli uomini addossarsi quei pochi centesimi in più. Economicamente non cambia molto, ma psicologicamente il dato diventa interessante: i camerieri pensavano che offrire la cena fosse compito mio?

La mia amica Lise mi ha scritto che dividere il conto in parti uguali è ingiusto soprattutto nei confronti delle donne, che in genere mangiano poco (anche se un articolo del New York Times ha segnalato che spesso le donne a una cena galante ordinano la bistecca).

Certo, abbiamo visto che ci sono casi in cui fare a metà è tutt’altro che facile. Ma in genere è la soluzione più semplice. E questo ci porta a una nuova teoria: scegliamo di pagare tutti la stessa somma per esclusione, pur di non infilarci in discussioni e calcoli interminabili che rovinerebbero anche la più piacevole delle cene.

Inoltre, anche se dividere il conto in parti uguali non è sempre giusto, funziona quando il costo è spalmato su una media generale. Oggi potrei ordinare più dei miei amici e domani meno: se ragioniamo sul lungo periodo, alla fine, che importa? La preoccupazione di Lise è che le donne rimarranno sempre al di sotto di questa media, perché di solito ordinano di meno.

Forse è così, ma quest’ingiustizia ne compenserebbe un’altra: quella per cui in genere è l’uomo a pagare la cena quando esce con una donna. Inoltre la spesa sostenuta dall’uomo andrebbe analizzata alla luce di spese tipicamente femminili, come i vestiti, o della differenza degli stipendi tra uomini e donne. Ma questo è un vespaio che sarebbe meglio non aprire. Soprattutto durante una cena galante.
Fonte: FedeNeriBlog

5 commenti:

m1979 ha detto...

Scommetto che vi ha fregato... il limoncello!! :-DD

Per il post citato, quoto in pieno!!!

Val3riO ha detto...

si ci ha fregato anche il limoncello :D

4.50 euro a bicchierino....

Jaio ha detto...

Birra vino e limoncello? Sembra al titolo di una canzone. Cercheró di farla io. Non morire alcolizzato. Ho ancora bisogno di titoli:-)

Traffyk ha detto...

Al mio 20esimo compleanno cenetta al ristorante io e la mia ragazza ho speso la bellezza di 95 euro per mangiare cosa? Nulla...

Una bella pizza sarebbe stata sicuramente migliore calcolando che poi si fece pure tardi e non me l'ha data più.

HIHIHI :P

Val3riO ha detto...

@ jajo: ahahaha non ti preoccupare per ora bevucchio :D

@traffyk:95 euro?????????? e era pure il tuo comple?????????? e non te l'ha data?????????????????

serataccia :D